La Venere Nera del Mediterraneo

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LA CRISI COMUNALE E I POSSIBILI SVILUPPI
view post Posted on 3/2/2009, 18:25Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 29/12/2009, 15:29


Pare proprio che ci si debba preparare ad un nuovo turno elettorale per decidere delle sorti dell’amministrazione della nostra isola; ciò è quanto emerge dalla cronaca degli ultimi venti giorni, puntualmente riportata da Pantelleria Internet.
Le dimissioni di due dei sei Assessori in carica, in uno con la dimissioni di due consiglieri di maggioranza e con il timido disagio manifestato dal capogruppo di maggioranza, hanno, indubbiamente, creato difficoltà operative alla giunta in carica, ed ancor più difficoltà politiche al Sindaco.
Certo la giunta in carica, così politicamente male assortita, lasciava già dall’insediamento qualche dubbio sulla tenuta; troppo diverse le provenienze politiche dei componenti per potere convergere con fluidità sui progetti del Sindaco.
E ciò si è concretizzato chiaramente nelle dichiarazioni di dimissione del 16 dicembre (riportate su Pantelleria News del 16 dicembre 2008), perché, sia chiaro, di dimissioni si tratta; al di là della formalizzazione richiesta, infatti, non ritengo che quanto sottoscritto da Fabrizio D’ancona, Adriano Minardi Vincenzo Valenza e Leonardo Valenza, per il peso politico che le loro dichiarazioni rivestono, possa essere oggetto di ripensamenti.
L’appoggio al Sindaco viene riconosciuto come un “grosso abbaglio”, il sindaco stesso viene accusato di essere una persona “che oggi stentiamo a riconoscere”, che avrebbe subito una “nefasta evoluzione” che lo avrebbe portato a “disconoscere i(…)migliori amici”, “a mortificare le molte legittime aspettative dei nostri concittadini”, “a demonizzare gli avversari con atteggiamenti spesso arroganti ed irrispettosi”.
Da quanto dichiarato parrebbe pure che il Sindaco, “per primo”, non abbia saputo assicurare “sani principi di linearità, serietà, correttezza, trasparenza e lealtà”.
Ma vi è di più, i quattro firmatari pare giungano a tale conclusione dopo che, più volte, erano stati “sul punto di abbandonare questo percorso” (si fa riferimento al percorso amministrativo della giunta) “davanti a scelte che non ci appartenevano…nella speranza di potere variare dall’interno una condotta politica poco attenta ed infelice”.
Ma quali ulteriori spiegazioni possono essere necessarie per capire che, a parere di questa larga fetta di maggioranza, la gestione del Sindaco abbia presentato nel triennio criticità tanto gravi da non consentire la prosecuzione delle attività della Giunta?
Viene piuttosto da chiedersi perché ci siano voluti tre anni per mettere a nudo tali criticità, proprie di “una linea politico amministrativa”, continuano i dimissionari, ”che non riusciamo più a condividere, non più rispettosa delle opinioni altrui, tesa a sforare in ben altri compiti e che non va sicuramente a beneficio dei panteschi e di Pantelleria”.
La gravità di tali accuse non può che rappresentare oggetto di profonda riflessione, ancor più perché provenienti da una parte della maggioranza che, considerati i numeri, è da ritenere determinante per la sopravvivenza della Giunta stessa.
Se a ciò si aggiunge quanto evidenziato con il documento sulla crisi amministrativa presentato dall’opposizione (Pantelleria News del 27 dicembre 2008), e della stessa opposizione pare facciano adesso parte anche i due consiglieri dimissionari, il quadro appare, se possibile, ancor più definitivo.
Fin qui quanto dedotto dalla lettura delle cronache recenti. Mi sento, però, di avanzare qualche considerazione personale su tale vicenda, così come vista e vissuta da una persona che di Pantelleria ha fatto proprie, negli anni, le cose più belle e le meno belle.
La politica, si sa, spesso delude, ti innamora per tradirti alla prima occasione. Ma tutto questo ti consente di conoscerla sempre meglio. L’amministrazione, anche se di un piccolo centro, non può svincolarsi dai lacciuoli della politica, anche se spesso ha l’obbligo di coniugare tali vincoli con la gestione spicciola delle piccole cose.
In una brutta parola “territorializzazione della politica”, intesa come armonizzazione della politica con le esigenze amministrative locali; da qui nasce l’esigenza che l’amministrazione si ponga come diretto, vicino, amichevole ed affidabile interlocutore della Gente.
Non sempre è possibile volare alto, spesso i problemi sono rasoterra, e da quelle altezze quei problrmi non si riescono neanche ad intravedere, o, se visti, appaiono tanto piccoli da non essere meritevoli di essere guardati.
La capacità dell’Amministratore virtuoso consiste nel saper compiere sapienti evoluzioni che lo portino alternativamente dalle alte quote al volo radente, per potere cogliere tutte le esigenze, e riuscire a trovare le soluzioni per ognuna di esse.
La mia impressione è che l’attuale amministrazione abbia, nel triennio, dedicato più tempo a voli temerari che a salubri passeggiate, non riuscendo, quindi, a cogliere le particolarità che quotidianamente coinvolgono il cittadino “senza ali”.
Sarebbe stato bello avere notizia di amministratori che, come ho già avuto modo di rappresentare in un mio precedente intervento, pazientemente si soffermassero ad ascoltare le esigenze dei bambini, come pure degli anziani, degli artigiani, dei commercianti…, in una parola delle categorie sociali, per coglierne la domanda e le aspettative e, nell’adempimento dell’incarico loro conferito, tenere conto delle speranze e soddisfarle.
Questa politica “sociale”, mentre obiettivamente incontrerebbe talune difficoltà applicative in realtà altrimenti dimensionate, potrebbe essere agevolmente percorsa in piccole realtà come la nostra.
Gli amministratori amministrano per mandato della gente, e le esigenze della gente possono variare nell’arco di una “sindacatura”, per tale motivo non è da ritenere sufficiente una “rilevazione dei bisogni” effettuata in fase di elaborazione del programma elettorale.
Ed infatti tale programma non può che contenere linee generali di intervento su macroprogrammi, mentre i microinterventi meritano di essere continuamente riprogrammati, aggiornati e contestualizzati sulla scorta di continue e periodiche operazioni di audit sociale.
Un’amministrazione locale lontana dalla gente è, inevitabilmente, destinata a fallire, poiché prerogativa propria di tale organizzazione è la costante contiguità con il sociale.
Dai frequenti contatti con cittadini di Pantelleria ho rilevato la sensazione che gli stessi non sentissero vicina l’amministrazione comunale, anzi, che ritenessero la stessa posta su un inaccessibile piedistallo…tra le nuvole.
Concludo queste brevi riflessioni con l’augurio che i Panteschi possano, nel domani trovare risposte concrete ai loro interrogativi, confidando in una Amministrazione “illuminata”, frutto di una scelta cosciente e consapevole, in grado di lenire i disagi collegati allo stato di insularità, valorizzando, nel contempo i benefici che tale stato geografico apporta.

I computer sono incredibilmente veloci, accurati e stupidi. Gli uomini sono incredibilmente lenti, inaccurati e intelligenti. L’insieme dei due costituisce una forza incalcolabile.


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Quando proprio non puoi farne a meno, allora non ti resta che adottarli. Fai come ho fatto io, adotta anke tu i tuoi animanga. THE SHELL CLUB ha adottato gli animanga. Adottali anke tu.


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view post Posted on 7/2/2009, 10:28Quote

Picciuttedrro

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Location: Pantelleria


Status: Offline: ultima azione eseguita il 18/10/2009, 15:33


Non ho seguito bene tutta la vicenda, ho ascoltato di più le scirascine, di chi dice che il distaccamento sia avvenuti in vista delle alleanze per le prossime elezioni
La gente che sente distante il potere, non deve per forza attribuire la colpa al potere.
Questa amministrazione ha avuto un gran daffare per sanare i buchi rimasti da anni di commissariamento e sprechi. Non si può pretendere che in tre anni si facciano miracoli.
E sono convinta che se fosse stato sindaco uno dei dimmissionari, non avrebbe saputo fare meglio. Ma si sono guardati bene in faccia? Chi di loro ha studi di politica? A mio parere c'è molta improvvisazione, e questo rende facilmente manovrabile chi detiene il potere.
E' vero che Salvatore è sfuggente, che non dà chissà quanta confidenza. Ma i dimmissionari sono forse persone più alla mano di lui?
Se proprio dobbiamo cambiare, cambiamoli tutti, e non a metà! Schierandoci da un lato o dall'altro. Ma se dovessi proprio schierarmi, preferirei u tinto canusciuto, cu bono a canuscere.
Se si vuole stabilità, si deve dare l'opportunità di andare avanti a chi ha cominciato a capire il meccanismo, e non dovere ancora aspettare anni di apprendistato, per poi cambiare ancora, perchè è chiaro che l'apprendista sbaglia!
Se mi sbaglio, ditemelo!

 
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1 replies since 3/2/2009, 18:25
 
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